Codice regionale dell’edilizia, impulso per il settore
“Non ci sono dubbi: il nuovo codice regionale dell’edilizia darà impulso al settore”. E’ l’opinione di Ferrante Pitta, presidente del gruppo Edili dell’Associazione piccole e medie industrie della provincia di Udine, che nei giorni scorsi ha ospitato a Udine nella sede di viale Ungheria l’ingegner Luciano Agapito, direttore centrale Pianificazione territoriale, Autonomie locali e Sicurezza.
L’impulso che arriverà dal codice regionale dell’edilizia, sottolinea Pitta, “è tanto più importante in una fase particolarmente delicata per il nostro comparto. Nel 2009, rispetto al 2008, registriamo un calo di lavori e di fatturato pari al 20%. E, ancora adesso, è difficile prevedere quando la sofferenza finirà”.
Presidente Pitta, che ne pensa la vostra associazione del nuovo Codice regionale dell’edilizia?
Tutto il bene possibile. Tra l’altro, alla stesura del piano ha partecipato anche l’Associazione piccole e medie industrie di Udine con il contributo, in termini di osservazioni e proposte, proprio degli imprenditori del gruppo Edili.
In occasione dell’incontro con il direttore Agapito, che tipo di informazione è stata data ai soci?
Durante l’incontro Agapito ha illustrato ai presenti la normativa che ha recepito il piano casa nazionale, specificando che la legge è fortemente innovativa, ma che troverà qualche limite nella sua applicazione uniforme in centinaia di differenti Comuni. Sul sito della Regione Fvg, ha informato il direttore centrale, sono state pubblicate le risposte di interesse generale alle domande più frequenti. Ci si trovano informazioni sui vari passaggi della legge.
Quali sono le misure della legge dal vostro punto di vista più significative?
La legge regionale n. 19/2009, già operativa per la parte relativa al piano casa dallo scorso novembre contiene misure che hanno una significativa valenza economica, tenuto conto del ruolo anticiclico dell’edilizia nell’attuale fase di recessione; rilancia inoltre la realizzazione di alloggi, favorendo un processo di ammodernamento e di riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare. Con il nuovo Codice dell’edilizia, insomma, ci aspettiamo una ripresa dei comparti dell’edilizia e manifatturiero. La riforma, infatti, sburocratizza profondamente il settore. La filosofia dello snellimento della burocrazia a beneficio del risparmio di tempo e costi mira in particolare a incentivare le famiglie ad investire sul bene durevole del mattone e per sfruttare la capienza abitativa del costruito senza erodere nuove porzioni di territorio.
Siete soddisfatti del coinvolgimento da parte della Regione delle associazioni di categoria?
E’ stato un coinvolgimento particolarmente apprezzabile. Le nostre proposte sono state accolte nelle audizioni. Particolarmente importante è la possibilità di ricorrere allo strumento della demolizione e ricostruzione e, per le unità immobiliari a destinazione residenziale, dell’ampliamento fino al 35% del volume utile esistente, disposizione estesa anche alle zone destinate a nuovi insediamenti industriali, grazie alla nostra specifica richiesta che raccoglie un’esigenza fondamentale per lo sviluppo delle aziende che chiedono di poter adeguare e ampliare le proprie strutture operative.
E’ un momento delicato per il settore edile?
Lo è, purtroppo. Fatturato e lavori sono scesi di un quarto rispetto all’anno precedente e, in questo momento, non vediamo la fine del tunnel.