Case vecchie svalutate anche del 25%. Il borsino della Confedilizia. Tiene il mercato delle abitazioni nuove, ma molte restano sfitte. Chiesti incentivi alle locazioni e una diversa fiscalità
La crisi ha colpito duro soprattutto sugli immobili usati che hanno perso fino a un quarto del proprio valore. In calo anche le quotazioni degli affitti, pur in presenza di una ripresa dei contratti alla quale si sta assistendo in queste settimane. Ma per gli operatori del settore servono misure strutturali.
Le quotazioni. La più recente analisi sull’andamento del settore immobiliare è fornita dal borsino della Confedilizia. In città, per la compravendita di appartamenti nuovi e usati, si va da un minimo di mille 200 euro al metro quadro a un massimo di 2 mila 900 in centro storico. Oltre l’anello circolatorio, i valori oscillano da mille a mille 950, mentre in periferia le quotazioni si fermano da un minimo di 850 a un massimo di mille 650 euro al metro quadro.
Il bilancio. Non è stato un anno felice, il 2009, per il settore immobiliare. A testimoniarlo il presidente provinciale della Confedilizia, Giuseppe Verdichizzi, per il quale la crisi economica ha colpito soprattutto il settore dell’usato, con una riduzione, nelle quotazioni, dal 5 al 20 per cento, con punte anche del 25 per cento. «Più contenuta la discesa dei prezzi – secondo Verdichizzi – nel settore del nuovo, con una media di variazione negativa del 5 per cento, anche se in alcuni casi la flessione è stata del 10 per cento». Un ulteriore dato che fotografa la situazione è l’allungamento dei tempi di compravendita, che vanno da un minimo di 6 mesi fino a un anno. Più facile trovare casa in affitto, visto che i contratti si stipulano «con quotazioni che sono dal 10 al 20 per cento più basse del 2008». Il mercato delle locazioni è quello che, per Confedilizia, sta registrando la maggiore ripresa. «In effetti c’è un incremento del numero dei contratti – sostiene Verdichizzi – anche perché molti locatari preferiscono, in questo momento d’incertezza, non sbilanciarsi nell’acquisto della casa».
Le previsioni. Secondo Verdichizzi una vera e propria svolta si potrà avere solo alla fine dell’anno. «Il tasso d’inflazione – spiega – è destinato ad aumentare fino al 2 per cento e questo dovrebbe spingere i risparmiatori verso un bene rifugio qual è la casa». Il presidente di Confedilizia si dice convinto che «il Governo deciderà alla fine di applicare la cedolare secca sui redditi da locazione dando una svolta effettiva al mercato». Meno ottimista, invece, sulla situazione delle compravendite in città. «Siamo alla saturazione – afferma – per eccesso di domanda. Le proiezioni demografiche parlano di crescita ridotta, se va bene, per cui ci trovereno con centinaia di case sfitte».
Per Verdichizzi l’amministrazione comunale è troppo timida nel sostenere il mercato immobiliare. «I contratti convenzionati – aggiunge – non sono adeguatamente incentivati, attraverso, a esempio, l’estensione ai rapporti temporanei, e non sono state stanziati risorse sui contributi agli affitti. Nessun intervento pure sugli immobili ancora classificati come beni di cantiere che rimangono sfitti, quando si potrebbe aumentare la pressione fiscale per ridurla a coloro che danno in locazione le case. Non è stata realizzata una vera pianificazione, concedendo volumetrie senza preoccuparsi se verranno occupate o meno».